Piazza Sant Felip Neri

In nessun libro di storia abbiamo letto che il contributo militare dell’Italia fascista alla sedizione franchista è stato determinante: il colpo di stato contro la Repubblica, senza l’aiuto militare italiano e tedesco, e senza la connivenza di potenze mondiali come Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, che boicottarono gli aiuti al governo repubblicano, sarebbe fallito. I popoli della Spagna si sarebbero risparmiati così le atrocità della guerra e dei quasi quarant’anni di dittatura.

Les marques del bombardeig

I bombardamenti del marzo 1938

“Il 16 marzo 1938 il generale Velardi, responsabile dell’Aviazione Legionaria, il corpo di aviatori italiani che interveniva in aiuto dei sollevati della Guerra Civile spagnola, riceveva un telegramma da Roma con l’”ok” personale di Benito Mussolini. Era lo stesso Mussolini a sostenere che si doveva “iniziare da stanotte azione violenta su Barcellona con martellamento diluito nel tempo”. Fra le ore 22.08 del 16 marzo e le 15.19 del 18 marzo, per 41 ore, apparvero nel cielo di Barcellona aerei italiani ogni tre ore.

Il 18 marzo giunse un altro telegramma, proveniente da Logroño e inviato per ordine espresso del comando di sollevati. Era diretto al capo dell’Aviazione Legionaria di Palma di Maiorca, da dove partivano gli aerei che bombardavano Barcellona e riportava: “Urgentissimo. Generalissimo ordina sospendere bombardamento Barcellona. Ho avvertito in proposito superiori autorità”. Fra un telegramma e l’altro si erano levate le proteste della comunità internazionale, fra le quali quelle dello stesso Vaticano o del Dipartimento di Stato U.S.A. Il mondo non aveva visto niente di simile fino ad allora e non era preparato a farvi fronte.

Quando i bombardamenti si conclusero, erano morti 670 cittadini e la città aveva vissuto un inferno che nessun’altra grande città europea aveva sperimentato fino a allora. Si trattava dei bombardamenti a tappeto. Una tecnica assolutamente nuova in quei giorni, che puntava al collasso e all’affossamento della vita cittadina: i pompieri non potevano spegnere gli edifici in fiamme, gli operatori sanitari non potevano riscattare i feriti se non a prezzo della loro stessa vita, i cittadini erano assolutamente alla mercé d’un inferno che sembrava non avere fine. Se il numero dei morti non fu più alto fu merito dell’ingente opera di difesa passiva che la cittadinanza stessa e le istituzioni repubblicane erano riuscite a mettere a punto per quei giorni, come reazione ai primi bombardamenti con morti civili del 13 febbraio del 1937, altra azione senza uguali per l’Europa di quei tempi.

Ciò che visse Barcellona fu condiviso ampiamente anche dal resto della Catalogna. Furono più di 140 i comuni attaccati, con un totale di almeno 4.736 vittime nei tre anni di durata della guerra, con capitoli particolarmente insanguinati, come i bombardamenti subiti dalle città di Lleida, Granollers o Figueres. Di fatto, se nella storia della Guerra Civile c’è un territorio particolarmente interessato dai bombardamenti, e al suo interno una città particolarmente colpita, si tratta della Catalogna e di Barcellona. Le loro vittime costituiscono il 70% del totale causato dalla guerra nei territori della Spagna repubblicana”.

Estratto dal sito Barcelona Bombardejada

Sant Felip Neri

Commemorazione presso la piazza Sant Felip Neri, il 13/02/2011

Il 13 febbraio del 1937 il vascello da guerra italiano “Eugenio di Savoia” realizzò il primo dei ripetuti bombardamenti coi quali fu attaccata la popolazione di Barcellona nel corso della Guerra Civile.

La responsabilità italiana di questo attacco fu messa in luce solo 70 anni dopo, mentre sulla lapide della piazza Sant Felip Neri -l’unico luogo di Barcellona che mostra ancora le ferite dei bombardamenti a tappeto perpetrati dall’Aviazione Legionaria- questa responsabilità è ancora attribuita all’insieme dell’esercito franchista.

L’Associazione Altraitalia, nell’ambito della campagna di promozione della denuncia contro lo stato italiano per i bombardamenti della capitale catalana, vi invita a partecipare a un atto di commemorazione che avrà luogo presso la

Piazza Sant Felip, Neri domenica, 13 febbraio 2011, alle ore 13.30.

Il comunicato stampa completo è scaricabile qui.

Una domenica in piazza – 13/02/11 da Espatriati su Vimeo.

Placa

Commemorazione presso la piazza Sant Felip Neri, il 30/01/2013

 nel settantacinquesimo anniversario del suo bombardamento.

Il 30 gennaio 1938, l’Aviazione Legionaria italiana attaccò la città Barcelona causando 216 morti e 125 feriti.

Nei sotterranei di questa piazza morirono 40 persone, 30 delle quali erano bambini rifugiati di guerra, accolti negli spazi del convento di Sant Felip Neri.  

Non dimentichiamo le vittime e condanniamo quei bombardamenti a tappeto come crimini di lesa umanità.

30 gennaio 2013 – Settantacinquesimo anniversario del bombardamento della piazza.

Memòria i Justícia

Locandina dell’incontro Memòria i justícia: Barcelona sota les bombes feixistes (Memoria e giustizia, Barcellona sotto le bombe fasciste, tenutosi al centro Pati Llimona il 30 gennaio 2013 con la partecipazione di Xavier Domènech, storico, Jaume Asens, avvocato e Ida Mauro del’Associazione AltraItalia.